Abbiamo raccolto le considerazioni di fine anno del nostro Responsabile del Settore Giovanile Mimmo Ligorio, in una breve intervista qui di seguito riportata:

E’ stato un 2016 ricco di soddisfazioni per la società Virtus Francavilla Calcio; possiamo dire che lo stesso discorso vale anche per il Settore Giovanile?

Assolutamente si, anche se per via delle continue promozioni della prima squadra (ben vengano altrimenti detta così potrebbe sembrare un peso), non riusciamo ancora a dare continuità al nostro lavoro; in due anni siamo passati dai campionati Regionali ai Nazionali dovendo necessariamente rivedere tutto il nostro lavoro ed adeguare le rose alle nuove realtà.

Questi sono giorni di bilanci; può farci un bilancio del Suo 2016 da Responsabile del S.G. Virtus?

Ritengo che negli ultimi anni a Francavilla stia nascendo un polo interessante per quanto riguarda il settore giovanile; lo staff tecnico e dirigenziale inizia ad essere di primo ordine garantendo professionalità ed adeguata disciplina a tutti i ragazzi. La passata stagione abbiamo portato a termine (maggio 2016) tutti i campionati in forza ottenendo ottimi risultati sportivi, oltre alla consacrazione di alcuni giovani elementi passati nei ranghi della prima squadra. In quella in corso siamo partiti col sano timore di essere inferiori alle altre pretendenti, cosa ovvia non conoscendo la categoria, invece ci riteniamo soddisfatti di quanto fatto e i risultati iniziano a vedersi davvero.

Come giudica in generale il Suo periodo di gestione del S.G. Virtus? Come si è trovato ad affrontare l’ennesimo salto di categoria?

Mi ritengo una persona ambiziosa ma allo stesso tempo mi spaventava l’idea di competere con squadre del calibro di Lecce, Catania, Reggina per citarne alcune, ma ho cercato da subito di aggiornarmi sulle dinamiche e su quanto potesse essere probante il nuovo mandato alla guida del Settore Giovanile nei professionisti. Oggi sono soddisfatto di ricevere encomi da colleghi di società che il professionismo lo praticano da anni, in merito a organizzazione e ospitalità. Inoltre nello staff ci sono tecnici che il professionismo lo hanno già vissuto e sono loro la linfa vitale di questo fantastico gruppo di lavoro.

La domanda potrebbe sembrare scomoda, ma quale squadra del Settore Giovanile, dal Suo punto di vista, Le sta dando più soddisfazioni?

Assolutamente tutte, un buon padre di famiglia non può fare differenze e portare in alto un figlio e etichettarne negativamente un altro, si sta lavorando bene, tutto procede per il verso giusto, tra mille difficoltà, tra mille impedimenti ma conditi da tanta tanta passione che ci permette di realizzare anche ciò che appare impossibile.

Rimanendo sul tema soddisfazioni, ci può citare un paio di episodi che rimarranno nei suoi ricordi anche dopo il 2016?

Parlare di risultati sportivi mi dà fastidio, quello che invece non cancellerò mai sarà la gioia letta negli occhi dei miei ragazzi quando hanno vestito la maglia della Nazionale; è un traguardo che al solo pensiero mi provoca emozioni particolari. Le lacrime trattenute a stento dai genitori quando gli ho comunicato dell’esperienza che i propri ragazzi si accingevano a vivere e i loro abbracci sentiti e carichi di ammirazione………da pelle d’oca; viviamo di sentimenti e il calcio è bello perché di questi momenti te ne regala parecchi.

E i rimpianti del 2016?

Non ho particolari rimpianti, noi lavoriamo senza obiettivi particolari, senza quella spasmodica ricerca del risultato sportivo, se non per la crescita e l’educazione dei nostri ragazzi. Il mio rammarico, ma non solo per quest’anno, è legato ad un aspetto organizzativo relativo alle strutture; pensare che nel 2016 un settore giovanile professionistico (e mi permetto di estendere il problema anche alle varie organizzazioni sul territorio) non abbia adeguati spazi per formare i propri ragazzi, è davvero deprimente. Mi dispiace anche perché la realtà Nazionale mi sta portando in contesti eccellenti, non distanti da noi, dove squadre come Racing Roma, Vigor Perconti, Catanzaro, Reggina, Catania e tante altre dispongono di centri esclusivi per far sviluppare i propri settori giovanili…….ovviamente capiamo che ci sono ben altre esigenze primarie per il nostro territorio e restiamo al nostro posto in maniera composta in attesa che prima o poi qualcuno si preoccupi anche di questi aspetti.

L’ Academy è la novità del 2016 in termini di partnership con la struttura giovanile; com’è stata la collaborazione con questa nuova realtà?

L’Academy è una realtà neonata che ha sposato il nostro codice etico e comportamentale e opera interamente in funzione delle nostre esigenze tecniche e formative. E’ dalle scuole calcio che bisogna partire per formare i bambini; troppo spesso vediamo giovani talenti a cui mancano le basi del calcio perché si tende più a lavorare per lucro che per una crescita sostanziale dei bambini. Il Responsabile Tecnico Salvatore Chionna si integra perfettamente nel progetto e sta cercando di costruire un’ambiente sano, in primis, cercando di allargare i propri orizzonti a delle metodologie professionistiche che diano risalto alle qualità del singolo bambino, per prepararlo ad un futuro salto nei professionisti.

Il 2017 è alle porte; cosa si aspetta Mimmo Ligorio per i suoi ragazzi da questo nuovo anno?

Esattamente di continuare il lavoro svolto fin qui e migliorarsi costantemente seguendo diligentemente i consigli che vengono dati dai propri istruttori. Mi auguro che Basile, Cantore, Cavalieri e Cavallo (e perché no magari qualche altro) proseguano il loro percorso in Azzurro e che a fine anno qualcuno di loro possa realizzare i sogni di vestire una maglia prestigiosa, perché nel nostro progetto c’è anche la valorizzazione di questi giovani che può avvenire tanto all’interno della società, tanto in società più blasonate.